Di seguito sono pubblicati i testi del Modello Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva e del Codice di Condotta adottati dall’Associazione.
Modello Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva (MOGC) – Versione 1.0
1. PREMESSA E FINALITA
Il presente Modello Organizzativo e di Controllo dell’attivita sportiva in materia di Safeguarding (di seguito, il “Modello” o “MOGC Safeguarding”) e adottato dalla Base Ball Club Giovani Grosseto a.s.d. (di seguito, anche “Associazione” o “ASD”) quale strumento di prevenzione, organizzazione e controllo finalizzato alla tutela dell’integrita fisica, psicologica e morale dei tesserati e, in particolare, dei minori.
Il Modello persegue i seguenti obiettivi:
– creare e mantenere un ambiente sportivo sano, sicuro, inclusivo e rispettoso;
– prevenire e contrastare abusi, violenze, molestie, discriminazioni, negligenza, incuria, bullismo e cyberbullismo;
– individuare le aree di rischio tipiche dell’attivita dell’Associazione e stabilire misure preventive concrete;
– definire ruoli, responsabilita, procedure di segnalazione e misure di intervento tempestivo;
– garantire informazione, formazione e consapevolezza di tesserati, tecnici, dirigenti, lavoratori sportivi, collaboratori, volontari e famiglie;
– assicurare il coordinamento con la Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS) e con il relativo Responsabile federale delle politiche di safeguarding;
– tutelare chi segnala in buona fede e assicurare riservatezza nella gestione delle informazioni.
Il benessere e la sicurezza della persona-atleta prevalgono sul risultato sportivo e su ogni interesse agonistico, organizzativo o reputazionale dell’Associazione.
2. RIFERIMENTI NORMATIVI E FEDERALI
Il presente Modello e predisposto tenendo conto, in particolare, di:
– D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36, con particolare riferimento alle disposizioni sulla tutela dei minori e sulla sicurezza nell’attivita sportiva;
– D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 39, art. 16;
– Delibera della Giunta Nazionale CONI n. 255 del 25 luglio 2023 e Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nello sport;
– Linee Guida FIBS per la predisposizione dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attivita sportiva e dei Codici di condotta, nella versione vigente;
– Safeguarding Policy FIBS per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui tesserati, nella versione vigente;
– D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, art. 25-bis, nei casi in cui ricorrano i relativi presupposti per l’impiego in attivita che comportino contatti diretti e regolari con minori;
– Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, come modificato;
– Statuto, regolamenti interni e deliberazioni dell’Associazione.
Il Modello deve essere interpretato e applicato in coerenza con le disposizioni federali vigenti e con le eventuali successive raccomandazioni del Responsabile federale delle politiche di safeguarding.
3. AMBITO DI APPLICAZIONE
Il Modello si applica a tutti i tesserati dell’Associazione e, per quanto compatibile, a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo alle attivita organizzate, promosse o comunque riconducibili all’ASD, inclusi:
– componenti degli organi sociali;
– dirigenti sportivi e dirigenti accompagnatori;
– tecnici, istruttori e preparatori;
– lavoratori sportivi e altri lavoratori;
– collaboratori, consulenti e volontari;
– personale sanitario o di supporto eventualmente coinvolto;
– atleti maggiorenni e minorenni;
– soggetti che partecipano a sessioni di prova, Open Day o iniziative promozionali, anche se non ancora tesserati, ai quali l’Associazione estende in via organizzativa le medesime cautele di tutela;
– genitori, esercenti la responsabilita genitoriale, affidatari e loro delegati, limitatamente alle regole di condotta e alle procedure che li riguardano.
Le regole si applicano alle condotte tenute di persona e attraverso strumenti digitali, messaggistica, e-mail, social network, piattaforme online e ogni altro mezzo di comunicazione.
4. DIRITTI FONDAMENTALI E PRINCIPI GENERALI
Ogni persona coinvolta nell’attivita dell’Associazione ha diritto a essere trattata con dignita e rispetto e a essere tutelata da ogni forma di abuso, violenza, molestia e discriminazione.
L’Associazione ispira la propria organizzazione ai seguenti principi:
– centralita della persona e tutela prioritaria dei minori;
– uguaglianza, inclusione e valorizzazione delle diversita;
– proporzionalita dei carichi di allenamento all’eta, alle condizioni fisiche e al livello di sviluppo dell’atleta;
– ascolto del minore e coinvolgimento della famiglia nelle scelte educative e organizzative rilevanti;
– trasparenza dei ruoli e delle responsabilita;
– prevenzione delle situazioni di isolamento adulto-minore non necessarie;
– tempestivita nell’intervento in presenza di indicatori di rischio;
– riservatezza e divieto di ritorsioni nei confronti di chi segnala in buona fede;
– collaborazione con gli organi federali competenti.
5. CONDOTTE RILEVANTI
Ai fini del presente Modello assumono rilievo, secondo le definizioni della disciplina FIBS, le seguenti fattispecie, anche quando realizzate mediante omissione o tramite strumenti digitali:
5.1 Abuso psicologico
Comportamenti o trattamenti indesiderati che incidano sulla dignita, sull’identita, sull’autostima o sulla serenita del tesserato, inclusi intimidazione, isolamento, umiliazione, minacce e svalutazioni sistematiche.
5.2 Abuso fisico
Condotte consumate o tentate idonee a causare danni, traumi o lesioni, nonche imposizione di attivita fisica o carichi di allenamento inappropriati, costrizione ad allenarsi in condizioni di malattia, infortunio o dolore e uso improprio di strumenti sportivi.
5.3 Molestia sessuale e abuso sessuale
Comportamenti, contatti, comunicazioni, richieste, allusioni o condotte a contenuto sessuale indesiderate, non gradite, non consensuali o comunque inappropriate, con o senza contatto fisico.
5.4 Negligenza e incuria
Mancato intervento, disinteresse o trascuratezza rispetto a situazioni conosciute di rischio o ai bisogni fisici, medici, educativi ed emotivi dell’atleta.
5.5 Abuso di matrice religiosa
Condizionamento, impedimento o limitazione indebita della liberta religiosa dell’atleta.
5.6 Bullismo e cyberbullismo
Comportamenti offensivi, aggressivi, prevaricatori o intimidatori, episodici o ripetuti, attuati di persona o attraverso strumenti digitali, idonei a generare paura, esclusione, isolamento o soggezione.
5.7 Comportamenti discriminatori
Condotte che producano o perseguano effetti discriminatori connessi, tra l’altro, a etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, condizione sociale o economica, prestazioni sportive, religione, convinzioni personali, disabilita, eta o orientamento sessuale.
6. ASSETTO ORGANIZZATIVO E RESPONSABILITA
6.1 Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo adotta il Modello e il Codice di Condotta, assicura le risorse organizzative necessarie, verifica che le misure siano effettivamente applicate e approva gli aggiornamenti richiesti dalla normativa o dall’esperienza operativa.
6.2 Presidente
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo, garantisce la diffusione del Modello e assicura che tecnici, dirigenti, collaboratori e volontari ricevano le informazioni e la formazione necessarie.
6.3 Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
L’Associazione nomina con separato atto un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, dotato di competenza, autonomia e indipendenza anche rispetto all’organizzazione sociale.
Responsabile: Guido Fontana
Contatto riservato: safeguarding@bbcgrosseto.com
Il Responsabile:
– riceve e gestisce le segnalazioni secondo il presente Modello;
– vigila sull’attuazione delle misure di prevenzione;
– accede alle informazioni e agli spazi necessari allo svolgimento dell’incarico, nel rispetto della normativa applicabile;
– puo effettuare verifiche e audizioni e proporre misure correttive;
– segnala al Consiglio Direttivo le criticita organizzative, preservando la riservatezza delle persone coinvolte;
– mantiene i rapporti necessari con il Responsabile federale delle politiche di safeguarding e con gli organi FIBS competenti;
– propone annualmente eventuali aggiornamenti del Modello.
L’incarico deve essere organizzato in modo da evitare conflitti di interesse e cumuli di funzioni incompatibili con l’autonomia richiesta.
6.4 Tecnici e dirigenti
Tecnici e dirigenti sono responsabili dell’applicazione quotidiana delle misure di prevenzione nelle attivita loro affidate, devono intervenire di fronte a situazioni di rischio e segnalare senza indugio al Responsabile safeguarding le circostanze rilevanti.
6.5 Tutti i soggetti coinvolti
Ogni soggetto cui si applica il Modello e tenuto a collaborare alla prevenzione, a rispettare il Codice di Condotta e a non ostacolare le verifiche effettuate dal Responsabile.
7. VALUTAZIONE E GESTIONE DEI RISCHI
L’Associazione effettua una valutazione dei rischi di abuso, violenza e discriminazione coerente con le proprie caratteristiche, con particolare attenzione alla prevalente attivita giovanile.
Sono considerate aree sensibili almeno:
– allenamenti e sessioni di prova;
– accesso agli impianti e presenza di genitori o delegati;
– spogliatoi, docce, servizi igienici e altri spazi chiusi;
– colloqui individuali tra adulti e minori;
– trasferte, pernottamenti, trasporti e attese pre/post attivita;
– visite, trattamenti sanitari, fisioterapia e primo soccorso;
– comunicazioni telefoniche e digitali;
– gruppi WhatsApp, social network e piattaforme online;
– acquisizione e diffusione di fotografie e video;
– manifestazioni sportive, tornei, eventi e Open Day;
– selezione e impiego di tecnici, collaboratori e volontari;
– rapporti disciplinari e gestione della performance sportiva;
– alimentazione, peso corporeo e possibili indicatori di disturbi alimentari.
Per ogni area l’Associazione adotta misure preventive proporzionate al rischio, verifica periodicamente la loro efficacia e interviene sulle criticita riscontrate.
8. PROTOCOLLI OPERATIVI DI PREVENZIONE
8.1 Allenamenti, sessioni prova e Open Day
– Le attivita sono organizzate in spazi adeguati, accessibili e controllabili.
– Per i minori deve essere sempre chiaramente individuato il tecnico o dirigente responsabile della sessione.
– Sono evitate situazioni in cui un adulto rimanga isolato con un singolo minore in luogo chiuso o non osservabile, salvo esigenze eccezionali, motivate e gestite con cautele appropriate.
– Nei periodi di ingresso e uscita e definita la responsabilita della consegna e del ritiro del minore.
– Nelle sessioni prova e negli Open Day le misure di safeguarding sono applicate anche ai partecipanti non ancora tesserati.
8.2 Accesso di genitori, esercenti la responsabilita genitoriale e delegati
L’Associazione adotta modalita che consentano l’accesso ai locali durante allenamenti e sessioni prova a chi esercita la responsabilita genitoriale o ai soggetti delegati, compatibilmente con la sicurezza, il regolare svolgimento dell’attivita e le regole dell’impianto. Eventuali limitazioni devono essere motivate da ragioni organizzative o di sicurezza e non possono determinare situazioni di isolamento del minore.
8.3 Spogliatoi, docce e servizi
– L’accesso degli adulti agli spogliatoi dei minori e limitato alle necessita organizzative, di sicurezza o assistenza.
– E vietato effettuare fotografie o video negli spogliatoi, nelle docce e nei servizi igienici.
– L’organizzazione degli spazi e della vigilanza deve ridurre il rischio di isolamento, esposizione o contatto inappropriato.
– L’assistenza a minori che necessitino di supporto personale e organizzata nel rispetto della dignita, della privacy e delle specifiche esigenze della persona.
8.4 Rapporti individuali adulto-minore
– Il contatto fisico deve essere limitato a quanto necessario per la didattica, la sicurezza, il primo soccorso o la normale pratica sportiva e deve essere appropriato al contesto.
– Sono vietate condotte o comunicazioni di natura intima, sessuale, allusiva o manipolativa.
– I colloqui individuali si svolgono, ove possibile, in spazi visibili o con porta aperta e senza creare condizioni di segretezza.
– Il tecnico interrompe immediatamente la situazione qualora il minore manifesti disagio, timore o ansia riconducibili alla propria condotta e informa il Responsabile safeguarding.
8.5 Trasporti, trasferte e pernottamenti
– Le soluzioni logistiche sono pianificate preventivamente e comunicate alle famiglie.
– Sono evitati, ove ragionevolmente possibile, trasporti individuali non programmati di un minore da parte di un solo adulto.
– In caso di necessita, il trasporto individuale e comunicato al genitore o esercente la responsabilita genitoriale e avviene con modalita trasparenti.
– Le sistemazioni per il pernottamento devono prevenire situazioni di promiscuita o intimità inappropriate tra adulti e minori.
– Non e consentito a tecnici o dirigenti condividere il letto con un atleta minorenne; la condivisione della camera e evitata salvo situazioni eccezionali, debitamente organizzate e autorizzate nell’interesse del minore.
– Sono individuati responsabili della trasferta e recapiti di emergenza.
8.6 Trattamenti sanitari, fisioterapia e primo soccorso
Le prestazioni che richiedano contatto fisico sono svolte da soggetti qualificati, con modalita professionali, spiegando preventivamente al minore e, quando opportuno, alla famiglia, la natura dell’intervento. In presenza di indicatori di abuso, violenza o lesioni sospette, il professionista o il soggetto che ne venga a conoscenza attiva le procedure previste dal presente Modello e dalla normativa applicabile.
8.7 Comunicazioni telefoniche e digitali
– Le comunicazioni organizzative con atleti minorenni sono effettuate preferibilmente attraverso i genitori o mediante canali ufficiali e gruppi nei quali siano presenti adulti responsabili.
– Sono vietate comunicazioni di contenuto intimo, sessuale, discriminatorio, umiliante o estraneo alla relazione educativa e sportiva.
– Le comunicazioni individuali necessarie devono mantenere contenuto, tono e orari coerenti con finalita sportive e organizzative e, ove opportuno, essere conoscibili dalla famiglia.
– E vietato utilizzare chat o strumenti digitali per esercitare pressione, isolamento, minaccia o controllo improprio sul minore.
8.8 Fotografie, video e social network
– Le immagini dei minori sono raccolte e utilizzate nel rispetto della normativa privacy e delle autorizzazioni rilasciate dagli esercenti la responsabilita genitoriale.
– Il consenso alla diffusione di immagini e distinto dagli adempimenti necessari al tesseramento e alla partecipazione sportiva quando la normativa richiede una specifica base giuridica.
– Sono vietate immagini lesive della dignita, realizzate in spogliatoi o contesti privati, o comunque suscettibili di esporre il minore a rischi non necessari.
– Tecnici e dirigenti non utilizzano immagini dei minori per finalita personali non connesse alle attivita autorizzate dall’Associazione.
8.9 Manifestazioni sportive ed eventi
Per tornei, gare, Open Day e altre manifestazioni l’Associazione individua preventivamente i responsabili organizzativi, i punti di riferimento per i minori, le procedure di emergenza e le modalita di accesso e vigilanza. Le famiglie ricevono informazioni adeguate sulle misure adottate.
8.10 Selezione, incarico e verifica degli operatori
Prima dell’impiego di soggetti destinati a operare con minori, l’Associazione verifica, in misura proporzionata al ruolo:
– identita, qualifica tecnica e tesseramento quando previsti;
– esperienza e idoneita rispetto all’incarico;
– conoscenza e accettazione del presente Modello e del Codice di Condotta;
– eventuali incompatibilita o conflitti di interesse;
– partecipazione alla formazione safeguarding;
– verifiche previste dalla normativa vigente.
Nei casi in cui ricorrano i presupposti dell’art. 25-bis del D.P.R. 313/2002, l’Associazione richiede il certificato del casellario giudiziale secondo la disciplina applicabile. La documentazione acquisita e conservata nel rispetto dei principi di necessita, pertinenza e minimizzazione dei dati.
8.11 Salute, carichi di lavoro e disturbi alimentari
– I carichi di allenamento sono adeguati all’eta, alla condizione fisica e allo stato di salute dell’atleta.
– Nessun atleta deve essere costretto ad allenarsi o gareggiare quando malato, infortunato o dolorante contro indicazioni sanitarie o in condizioni non sicure.
– Tecnici e dirigenti non prescrivono regimi alimentari o pratiche di controllo del peso privi delle necessarie competenze professionali.
– Eventuali indicatori di disturbi alimentari o disagio psicofisico sono gestiti con discrezione, coinvolgendo la famiglia e, quando necessario, professionisti qualificati.
9. GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI
9.1 Canale interno
L’Associazione istituisce un canale riservato per le segnalazioni indirizzate direttamente al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.
Canale/e-mail riservato: safeguarding@bbcgrosseto.com
La segnalazione puo riguardare fatti avvenuti, in corso o anche situazioni potenziali di pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
9.2 Contenuto
La segnalazione dovrebbe indicare, per quanto possibile, fatti, tempi, luoghi, soggetti coinvolti ed eventuali elementi utili alla verifica. La mancanza di alcuni elementi non impedisce la presa in carico se emergono profili di rischio.
9.3 Presa in carico
Il Responsabile:
– registra la ricezione con modalita riservate;
– valuta tempestivamente l’urgenza e il rischio attuale;
– adotta o propone le misure immediate necessarie;
– acquisisce le informazioni strettamente pertinenti;
– documenta le attivita svolte;
– coordina, ove necessario, le comunicazioni agli organi FIBS competenti.
9.4 Segnalazioni riguardanti il Responsabile
Quando la segnalazione riguarda direttamente il Responsabile safeguarding o sussiste un suo concreto conflitto di interesse, la segnalazione viene indirizzata al Presidente dell’Associazione e/o direttamente al Responsabile federale delle politiche di safeguarding attraverso i canali FIBS disponibili, senza transito dal soggetto in conflitto.
10. MISURE DI QUICK RESPONSE E TUTELA IMMEDIATA
Quando vi sia un rischio attuale o ragionevolmente concreto per la sicurezza o il benessere di un tesserato, in particolare se minore, l’Associazione adotta senza ritardo misure cautelari e organizzative proporzionate.
A titolo esemplificativo possono essere disposte:
– separazione temporanea dei soggetti coinvolti;
– modifica di turni, gruppi o spazi di allenamento;
– presenza aggiuntiva di un adulto responsabile;
– sospensione cautelare, ove prevista e proporzionata, dall’attivita o dall’incarico;
– limitazione temporanea di accesso a determinate aree o canali di comunicazione;
– informazione degli esercenti la responsabilita genitoriale quando compatibile con la tutela del minore e con eventuali esigenze dell’autorita competente;
– attivazione dei canali federali o delle autorita competenti quando necessario.
Le misure cautelari non costituiscono anticipazione di responsabilita e sono riesaminate in relazione all’evoluzione della situazione.
11. TUTELA DEL SEGNALANTE, DELLA VITTIMA E RISERVATEZZA
L’Associazione vieta qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione, pressione, isolamento o vittimizzazione secondaria nei confronti di chi, in buona fede:
– effettua una segnalazione;
– manifesta l’intenzione di segnalare;
– assiste o sostiene un segnalante;
– rende dichiarazioni o testimonianze;
– collabora alle attivita di safeguarding.
Le informazioni sono condivise solo con i soggetti che abbiano necessita di conoscerle per la tutela delle persone coinvolte o per l’adempimento di obblighi normativi o federali.
L’Associazione assicura particolare attenzione alla tutela della persona che segnala e della presunta vittima, evitando interrogatori ripetitivi, esposizione non necessaria e diffusione di informazioni all’interno dell’ambiente sportivo.
12. RAPPORTI CON FIBS E AUTORITA COMPETENTI
Il Responsabile safeguarding dell’Associazione mantiene il coordinamento con il Responsabile federale delle politiche di safeguarding e recepisce le relative raccomandazioni.
Sono trasmesse agli organi FIBS competenti le informazioni rilevanti nei casi e secondo le modalita previste dalla normativa federale, nel rispetto della riservatezza.
Le procedure interne non sostituiscono gli obblighi previsti dalla legge ne impediscono il ricorso alle autorita competenti. Quando i fatti possono assumere rilievo penale, civile, amministrativo o richiedono interventi urgenti di protezione, l’Associazione e i soggetti obbligati agiscono secondo la normativa applicabile e senza attendere la conclusione delle verifiche interne.
13. INFORMAZIONE, DIFFUSIONE E FORMAZIONE
13.1 Informazione ai tesserati e alle famiglie
Al momento del tesseramento e, per i minori, nei confronti degli esercenti la responsabilita genitoriale, l’Associazione rende disponibili:
– il presente Modello;
– il Codice di Condotta;
– nominativo e contatti del Responsabile safeguarding;
– modalita di segnalazione;
– riferimenti alle politiche safeguarding FIBS.
13.2 Formazione
Tecnici, dirigenti, accompagnatori, lavoratori sportivi, collaboratori e volontari che operano con atleti partecipano alle iniziative di formazione e aggiornamento previste dalla FIBS e dall’Associazione. L’ASD conserva evidenza della formazione effettuata.
13.3 Sensibilizzazione
Sono promosse periodicamente iniziative su rispetto, inclusione, bullismo e cyberbullismo, corretto uso dei social, benessere psicofisico, prevenzione degli abusi e modalita di richiesta di aiuto.
14. SISTEMA DISCIPLINARE INTERNO
La violazione del presente Modello, del Codice di Condotta e dei protocolli associativi comporta l’applicazione delle misure endoassociative previste dallo Statuto, dai regolamenti interni, dal rapporto contrattuale o di collaborazione e dal Codice di Condotta, nel rispetto dei principi di proporzionalita, contraddittorio e competenza degli organi sociali.
Possono essere previste, in relazione alla gravita e al ruolo del soggetto, misure quali richiamo, prescrizioni correttive, limitazione di funzioni, sospensione cautelare o definitiva dall’incarico o dalle attivita, ferma restando la competenza degli organi di giustizia federale e delle autorita pubbliche.
Sono altresi contrastate le segnalazioni manifestamente infondate effettuate in mala fede con finalita abusive o ritorsive, senza che cio possa scoraggiare o sanzionare segnalazioni effettuate in buona fede anche quando non risultino successivamente confermate.
15. TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI E CONSERVAZIONE DOCUMENTALE
La gestione delle segnalazioni e della documentazione safeguarding avviene nel rispetto del GDPR e della normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali.
L’Associazione applica i principi di liceita, correttezza, trasparenza, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione, integrita e riservatezza.
La documentazione relativa alle segnalazioni e conservata separatamente dagli ordinari fascicoli sportivi, con accesso limitato ai soggetti autorizzati. Sono adottate misure organizzative e tecniche adeguate alla sensibilita delle informazioni trattate.
I tempi di conservazione sono definiti in funzione delle finalita di tutela, degli obblighi normativi e federali e dell’eventuale necessita di difesa di diritti, evitando conservazioni indiscriminate o eccedenti.
16. MONITORAGGIO ANNUALE E AGGIORNAMENTO DEL MODELLO
Almeno una volta l’anno il Consiglio Direttivo, con il contributo del Responsabile safeguarding, valuta:
– adeguatezza ed effettiva applicazione delle misure preventive;
– criticita emerse durante allenamenti, gare, trasferte, Open Day o altre attivita;
– efficacia del canale di segnalazione;
– formazione effettuata e fabbisogni formativi;
– eventuali modifiche organizzative o nuove aree di rischio;
– aggiornamenti normativi, CONI e FIBS.
L’esito e documentato in una relazione o verbale annuale e, se necessario, in un piano di azione con responsabilita, interventi e tempi di attuazione.
Il Modello e aggiornato almeno con cadenza quadriennale e, comunque, ogni volta che intervengano modifiche normative o federali rilevanti, raccomandazioni del Responsabile federale, cambiamenti organizzativi significativi o criticita che rendano necessario un adeguamento anticipato.
17. PUBBLICAZIONE E ACCESSIBILITA
Il presente Modello, il Codice di Condotta e il nominativo con i contatti del Responsabile safeguarding sono:
– pubblicati sul sito internet dell’Associazione secondo le prescrizioni FIBS;
– resi conoscibili mediante notizia in homepage in occasione dell’adozione e degli aggiornamenti;
– affissi presso la sede sociale e/o negli impianti utilizzati in luogo accessibile;
– comunicati ai soggetti interessati al momento del tesseramento o dell’avvio della collaborazione;
– messi a disposizione delle famiglie e dei tesserati con modalita semplici e accessibili.
L’adozione e gli aggiornamenti sono comunicati ai soggetti federali competenti nei casi e secondo le modalita previste dalla disciplina FIBS.
18. ENTRATA IN VIGORE
Il presente Modello entra in vigore dalla data indicata nella deliberazione di adozione del Consiglio Direttivo.
Per quanto non espressamente previsto si applicano la normativa vigente, le disposizioni CONI, la Safeguarding Policy FIBS, le Linee Guida FIBS, lo Statuto e i regolamenti dell’Associazione.
Il Codice di Condotta costituisce documento coordinato e complementare al presente Modello.
19. MAPPA MINIMA DEI RISCHI E MISURE DI CONTROLLO
La seguente mappa costituisce la base minima del riesame annuale.
A. Allenamenti e prove
Rischi principali: isolamento adulto-minore, contatti fisici impropri, umiliazioni, carichi inadeguati.
Controlli: presenza organizzata di tecnici, spazi osservabili, regole sui contatti, supervisione e accesso della famiglia.
B. Spogliatoi e docce
Rischi principali: esposizione, riprese non autorizzate, presenza adulta non necessaria, bullismo.
Controlli: accessi regolati, divieto foto/video, vigilanza proporzionata, intervento rapido.
C. Trasferte e pernotti
Rischi principali: isolamento, sistemazioni inappropriate, trasporti individuali non trasparenti.
Controlli: piano trasferta, responsabili nominati, informazione famiglie, sistemazioni adeguate e regole sui trasporti.
D. Comunicazioni digitali
Rischi principali: messaggi inappropriati, molestie, cyberbullismo, relazioni segrete adulto-minore.
Controlli: canali ufficiali, preferenza per comunicazioni con famiglie o gruppi, divieto contenuti intimi e tracciabilita organizzativa.
E. Foto, video e social
Rischi principali: diffusione non autorizzata, immagini lesive o identificative in contesti sensibili.
Controlli: autorizzazioni, regole editoriali, divieto assoluto di riprese in spogliatoi e servizi, accesso limitato agli archivi.
F. Salute e prestazioni fisiche
Rischi principali: pressione alla performance, allenamento in condizioni non idonee, disturbi alimentari.
Controlli: rispetto indicazioni sanitarie, carichi adeguati, coinvolgimento professionisti qualificati.
G. Selezione operatori
Rischi principali: soggetti non idonei, conflitti di interesse, insufficiente conoscenza delle regole.
Controlli: verifica qualifiche, presa visione MOGC/Codice, formazione, dichiarazioni e verifiche di legge.
H. Segnalazioni
Rischi principali: mancata emersione, ritorsioni, divulgazione, ritardi.
Controlli: canale riservato, Responsabile indipendente, quick response, accessi documentali limitati, divieto di ritorsioni.
CONTROLLO VERSIONI
Versione 1.0 – 18/09/2026 – Prima predisposizione del Modello.
Codice di Condotta Safeguarding – Versione 1.0
1. FINALITÀ E AMBITO DI APPLICAZIONE
Il presente Codice di Condotta è adottato dalla Base Ball Club Giovani Grosseto a.s.d. (di seguito,
anche “Associazione” o “ASD”) quale documento coordinato e complementare al Modello
Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva in materia di Safeguarding.
Il Codice stabilisce obblighi, divieti, standard di condotta e buone pratiche finalizzati alla tutela della
dignità, della salute e del benessere dei tesserati, con particolare attenzione ai minori, e alla
prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza, molestia e discriminazione.
Il Codice si applica a tutti i tesserati dell’Associazione e, per quanto compatibile con il ruolo
ricoperto, a dirigenti, tecnici, lavoratori sportivi, collaboratori, volontari, accompagnatori, personale
di supporto e a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo alle attività dell’ASD.
Le regole si applicano anche alle condotte realizzate tramite strumenti digitali, messaggistica,
e-mail, social network, piattaforme online e altri mezzi di comunicazione.
Per le attività con minori non ancora tesserati, incluse sessioni prova e Open Day, l’Associazione
applica in via organizzativa le medesime cautele e regole di protezione compatibili con la
situazione.
2. PRINCIPI E STANDARD GENERALI DI
CONDOTTA
Tutti i soggetti destinatari del presente Codice sono tenuti a:
– agire secondo lealtà, probità, correttezza e rispetto;
– contribuire alla creazione di un ambiente sportivo sano, sicuro, inclusivo e libero da
discriminazioni;
– riconoscere la priorità del benessere psico-fisico dell’atleta rispetto al risultato sportivo;
– rispettare dignità, privacy, identità, caratteristiche personali, convinzioni e diversità di ogni
persona;
– promuovere una pratica sportiva educativa, equilibrata e adeguata all’età e alle capacità
individuali;
– utilizzare un linguaggio verbale, corporeo e digitale appropriato al contesto sportivo ed educativo;
– prevenire e disincentivare conflitti, prevaricazioni, umiliazioni, isolamento e dinamiche di gruppo
lesive;
– favorire la partecipazione degli atleti secondo aspirazioni, capacità, potenzialità e specificità
individuali;
– collaborare con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni e con gli organi
competenti quando richiesto;
– intervenire o segnalare senza ritardo situazioni, anche potenziali, di pregiudizio, pericolo, timore o
disagio.
3. CONDOTTE VIETATE E COMPORTAMENTI
LESIVI
Sono vietate tutte le condotte qualificabili, secondo la disciplina FIBS, come abuso, violenza o
discriminazione. In particolare sono vietati:
3.1 Abuso psicologico
Umiliazioni, intimidazioni, isolamento, svalutazioni, minacce, imposizioni, trattamenti degradanti o
altri comportamenti idonei a incidere sulla dignità, sull’autostima o sulla serenità del tesserato,
anche tramite strumenti digitali.
3.2 Abuso fisico
Percosse, spinte, schiaffi, calci, lancio di oggetti o altre condotte idonee a causare danni, traumi o
lesioni, nonché l’imposizione di attività fisica o carichi di allenamento inappropriati, l’obbligo di
allenarsi in condizioni di malattia, infortunio o dolore e l’uso improprio o arbitrario di strumenti
sportivi.
3.3 Molestia sessuale e abuso sessuale
Qualsiasi comportamento, contatto, allusione, richiesta, comunicazione o condotta a contenuto
sessuale indesiderata, non gradita, non consensuale o comunque inappropriata, con o senza
contatto fisico.
3.4 Negligenza e incuria
L’omesso intervento di chi, in ragione del proprio ruolo, sia a conoscenza di una situazione lesiva o
di pericolo, nonché il persistente disinteresse o la trascuratezza rispetto ai bisogni fisici, medici,
educativi o emotivi dell’atleta.
3.5 Abuso di matrice religiosa
Ogni impedimento, condizionamento o limitazione indebita della libertà religiosa dell’atleta.
3.6 Bullismo e cyberbullismo
Comportamenti offensivi, aggressivi, prevaricatori o intimidatori, individuali o di gruppo, realizzati di
persona o tramite strumenti digitali, tali da creare paura, esclusione, isolamento, soggezione o
disagio.
3.7 Comportamenti discriminatori
Condotte che producano o perseguano effetti discriminatori connessi, tra l’altro, a etnia, colore,
caratteristiche fisiche, genere, condizione sociale o economica, prestazioni sportive e capacità
atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
4. DOVERI E OBBLIGHI DI TUTTI I TESSERATI
Tutti i tesserati, in coerenza con le Linee Guida FIBS, devono:
– comportarsi con lealtà, probità e correttezza in ogni attività connessa o collegata all’ambito
sportivo;
– mantenere una condotta rispettosa nei confronti degli altri tesserati e di tutti i soggetti coinvolti;
– astenersi dall’uso di linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche se presentato
come scherzo o gioco;
– tutelare la sicurezza e la salute degli altri e contribuire a un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
– sostenere una pratica sportiva sana e i percorsi educativi e formativi degli altri tesserati;
– promuovere un equilibrio sano tra attività sportiva, vita personale, relazioni sociali e dimensione
ludica dello sport;
– mantenere un rapporto equilibrato e rispettoso con genitori, esercenti la responsabilità genitoriale,
affidatari e loro delegati;
– prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi attraverso una comunicazione sana, efficace
e costruttiva;
– affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
– collaborare alla prevenzione, al contrasto e alla repressione di abusi, violenze e discriminazioni;
– segnalare senza indugio al Responsabile safeguarding situazioni, anche potenziali, che
espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
5. DOVERI E OBBLIGHI DEI DIRIGENTI SPORTIVI E
DEI TECNICI
I dirigenti sportivi, i tecnici, gli istruttori e i soggetti che esercitano funzioni educative o di
responsabilità sugli atleti devono:
– agire attivamente per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
– astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza,
soprattutto nei confronti dei minori;
– contribuire alla crescita armonica, educativa e sportiva degli atleti;
– evitare ogni contatto fisico non necessario e mantenere il contatto eventualmente richiesto dalla
didattica, dalla sicurezza, dal primo soccorso o dalla pratica sportiva entro limiti appropriati;
– promuovere rapporti improntati al rispetto e alla collaborazione e prevenire situazioni di
soggezione, manipolazione, pericolo o timore;
– astenersi dal creare situazioni di intimità o segretezza con atleti minorenni;
– organizzare trasferte, trasporti e pernottamenti in modo da prevenire situazioni di disagio o
comportamenti inappropriati, coinvolgendo le famiglie nelle scelte rilevanti;
– condividere con l’atleta minore e con la famiglia gli obiettivi educativi e formativi e le modalità con
cui si intende perseguirli;
– astenersi da comunicazioni o contatti di natura intima, sessuale o comunque incompatibile con la
relazione educativa, anche tramite social network o messaggistica;
– interrompere immediatamente ogni situazione che generi ansia, timore o disagio nel minore
riconducibile alla propria condotta e attivare il Responsabile safeguarding;
– utilizzare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione o gestione di
regimi alimentari e non formulare prescrizioni oltre il proprio ambito professionale;
– segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari o di disagio significativo degli
atleti affidati;
– dichiarare eventuali cause di incompatibilità o conflitti di interesse;
– sostenere i valori dello sport e contrastare l’uso di sostanze o metodi vietati per alterare le
prestazioni sportive;
– conoscere e aggiornarsi sulle politiche di safeguarding e sulle metodologie educative e
comunicative appropriate;
– astenersi dall’utilizzare, riprodurre o diffondere immagini e video di tesserati minorenni al di fuori
delle finalità autorizzate dall’Associazione e senza le necessarie autorizzazioni;
– segnalare senza indugio al Responsabile safeguarding situazioni, anche potenziali, che
espongano un tesserato a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
6. DIRITTI, DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ATLETI
Gli atleti hanno diritto a essere ascoltati, rispettati e tutelati e, nel rispetto dell’età e della maturità,
sono coinvolti nei percorsi educativi e sportivi che li riguardano.
Gli atleti devono:
– rispettare il principio di solidarietà tra compagni e favorire assistenza e sostegno reciproco;
– comunicare le proprie aspirazioni a tecnici e dirigenti e valutare in spirito di collaborazione le
proposte sugli obiettivi educativi e formativi;
– comunicare a tecnici, dirigenti, genitori o soggetti di fiducia situazioni di ansia, timore o disagio che
riguardino sé o altri;
– prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino soggezione, pericolo o timore
negli altri atleti;
– rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e di tutte le persone
coinvolte nell’attività sportiva;
– rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti e dei tecnici, fermo restando il diritto di
segnalare comportamenti inappropriati;
– mantenere rapporti improntati al rispetto con compagni, avversari, tecnici, arbitri, dirigenti e altri
soggetti presenti;
– riferire infortuni o incidenti agli adulti responsabili e, nel caso di minori, ai genitori o a chi ne
esercita la responsabilità;
– evitare situazioni di intimità inappropriate con dirigenti o tecnici, anche durante le trasferte, e
segnalare comportamenti inopportuni;
– astenersi dal diffondere materiale fotografico o video di natura privata o intima ricevuto da altri;
– segnalare senza indugio situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o
pregiudizio.
7. REGOLE SPECIFICHE PER LA TUTELA DEI
MINORI
Le seguenti regole costituiscono applicazione organizzativa dei principi del presente Codice e del
MOGC Safeguarding dell’Associazione.
7.1 Allenamenti e attività individuali
– Deve essere chiaramente individuato il tecnico o dirigente responsabile della sessione.
– Sono evitate situazioni non necessarie in cui un adulto rimanga isolato con un singolo minore in
luogo chiuso o non osservabile.
– I colloqui individuali si svolgono, ove possibile, in spazi visibili, accessibili o con porta aperta.
– Correzioni tecniche e contatti fisici devono essere pertinenti, proporzionati, spiegabili e appropriati
al contesto.
7.2 Spogliatoi, docce e servizi
– L’accesso degli adulti è limitato alle effettive esigenze organizzative, di sicurezza o assistenza.
– È vietato effettuare fotografie, video o registrazioni negli spogliatoi, nelle docce e nei servizi
igienici.
– Sono vietati scherzi, esposizioni forzate, commenti sul corpo o altre condotte umilianti.
7.3 Comunicazioni digitali
– Le comunicazioni organizzative con minori avvengono preferibilmente attraverso i genitori o
tramite canali ufficiali e gruppi nei quali siano presenti adulti responsabili.
– Le comunicazioni individuali necessarie devono avere contenuto, tono e orari coerenti con finalità
sportive, educative o organizzative.
– Sono vietati messaggi intimi, sessuali, allusivi, manipolativi, minacciosi, umilianti o finalizzati a
creare segretezza rispetto alla famiglia o all’Associazione.
7.4 Trasporti, trasferte e pernottamenti
– Le soluzioni logistiche sono organizzate e comunicate alle famiglie in modo trasparente.
– Sono evitati, ove ragionevolmente possibile, trasporti individuali non programmati di un minore da
parte di un solo adulto.
– Tecnici e dirigenti non condividono il letto con atleti minorenni; la condivisione della camera è
evitata salvo situazioni eccezionali e adeguatamente organizzate nell’interesse del minore.
7.5 Foto, video e social
– Le immagini dei minori sono raccolte, conservate e diffuse solo per finalità autorizzate e nel
rispetto della normativa applicabile.
– È vietato utilizzare immagini dei minori per finalità personali estranee all’attività autorizzata
dall’Associazione.
– È vietata la pubblicazione di contenuti che possano ledere dignità, reputazione, sicurezza o
riservatezza del minore.
7.6 Salute, carichi di allenamento e alimentazione
– I carichi di allenamento devono essere adeguati all’età, allo stato di salute e alle capacità
dell’atleta.
– Nessun atleta deve essere forzato ad allenarsi o gareggiare in condizioni di malattia, infortunio o
dolore in contrasto con indicazioni sanitarie o condizioni di sicurezza.
– Temi riguardanti peso, alimentazione e immagine corporea devono essere affrontati con
particolare cautela e senza umiliazioni, pressioni o prescrizioni prive delle necessarie competenze.
8. REGOLE PER GENITORI, ESERCENTI LA
RESPONSABILITÀ GENITORIALE E
ACCOMPAGNATORI
Le seguenti disposizioni costituiscono regole interne di comportamento dell’Associazione finalizzate
a rendere effettive le misure di safeguarding.
Genitori, esercenti la responsabilità genitoriale, affidatari e accompagnatori sono invitati e, quando
partecipano alle attività dell’ASD, tenuti a:
– mantenere comportamenti rispettosi nei confronti di atleti, tecnici, dirigenti, arbitri, avversari e altre
famiglie;
– non esercitare pressioni, minacce o umiliazioni connesse alla prestazione sportiva;
– non utilizzare linguaggio discriminatorio, offensivo o aggressivo;
– rispettare le indicazioni organizzative relative ad accessi, spogliatoi, allenamenti, gare e trasferte;
– segnalare tempestivamente al Responsabile safeguarding situazioni di disagio, rischio o condotte
inappropriate;
– rispettare la riservatezza delle segnalazioni e non diffondere accuse, immagini o dati personali
attraverso chat o social;
– evitare di pubblicare immagini di altri minori quando non dispongano delle necessarie
autorizzazioni;
– collaborare con l’Associazione nella costruzione di un ambiente educativo sano e nel rispetto
dell’autonomia sportiva dei ragazzi.
9. SELEZIONE, INCARICO E VERIFICA DEGLI
OPERATORI
L’Associazione applica procedure di selezione e verifica degli operatori che tengano conto della
natura dell’incarico e dell’eventuale contatto diretto e regolare con minori.
Prima dell’impiego o dell’incarico, e successivamente quando necessario, l’Associazione verifica in
misura proporzionata:
– identità e ruolo del soggetto;
– qualifiche tecniche, tesseramento e requisiti previsti dall’ordinamento sportivo, ove applicabili;
– esperienza e idoneità rispetto alle attività affidate;
– conoscenza e accettazione del MOGC e del presente Codice;
– eventuali incompatibilità e conflitti di interesse;
– partecipazione alle attività di formazione safeguarding;
– verifiche richieste dalla normativa vigente.
Nei casi in cui ricorrano i relativi presupposti, l’Associazione adempie agli obblighi di verifica previsti
dalla normativa per attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.
La documentazione delle verifiche è conservata nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati
personali.
10. SEGNALAZIONI, OBBLIGO DI INTERVENTO E
DIVIETO DI RITORSIONI
Chiunque venga a conoscenza, in ragione del proprio ruolo o durante le attività dell’Associazione,
di una situazione anche potenziale di abuso, violenza, discriminazione, pericolo, timore o disagio è
tenuto ad attivarsi secondo il proprio ruolo e a segnalarla senza indugio al Responsabile contro
abusi, violenze e discriminazioni.
Responsabile: Guido Fontana
Canale riservato: safeguarding@bbcgrosseto.com
In presenza di un rischio attuale o immediato, la tutela della persona prevale sull’esigenza di
completare verifiche interne. Devono essere adottate o richieste tempestivamente le misure di
protezione necessarie.
È vietata qualsiasi forma di ritorsione, pressione, isolamento, discriminazione o vittimizzazione
secondaria nei confronti di chi, in buona fede:
– effettua una segnalazione;
– manifesta l’intenzione di segnalare;
– assiste o sostiene un segnalante;
– rende dichiarazioni o testimonianze;
– collabora alle attività di safeguarding.
Le segnalazioni manifestamente infondate effettuate in mala fede, con finalità abusive, calunniose o
ritorsive, possono costituire violazione del presente Codice. La mancata conferma di una
segnalazione effettuata in buona fede non costituisce di per sé violazione.
11. RISERVATEZZA E TRATTAMENTO DELLE
INFORMAZIONI
Chiunque, per ragioni del proprio ruolo, venga a conoscenza di una segnalazione o di informazioni
relative a possibili abusi, violenze o discriminazioni deve:
– mantenere la massima riservatezza;
– evitare la diffusione di nomi, dettagli, immagini o ricostruzioni non necessarie;
– condividere le informazioni solo con i soggetti che abbiano necessità di conoscerle per finalità di
tutela, adempimento normativo o gestione della procedura;
– non svolgere investigazioni autonome, interrogatori ripetuti o confronti impropri con il minore o con
i soggetti coinvolti;
– conservare eventuale documentazione secondo le procedure previste dal MOGC.
Il trattamento dei dati personali avviene nel rispetto del GDPR, della normativa nazionale e delle
misure di sicurezza adottate dall’Associazione.
12. VIOLAZIONI E MISURE ENDOASSOCIATIVE
La violazione del presente Codice, del MOGC Safeguarding o dei relativi protocolli comporta
l’applicazione delle conseguenze previste dallo Statuto, dai regolamenti interni, dal rapporto di
lavoro o collaborazione e dall’ordinamento sportivo, ferma restando la competenza degli organi di
giustizia federale e delle autorità pubbliche.
Le misure devono essere proporzionate alla natura e alla gravità della violazione, al ruolo del
soggetto, all’eventuale reiterazione e alla particolare vulnerabilità della persona coinvolta.
Nei limiti delle competenze degli organi associativi possono essere adottate, a seconda dei casi:
– richiamo e prescrizione di comportamenti correttivi;
– richiamo scritto o censura interna;
– limitazione temporanea di specifiche funzioni o attività;
– allontanamento dalla singola attività o dall’impianto quando necessario per la sicurezza;
– sospensione cautelare dall’attività o dall’incarico, quando prevista e proporzionata alla situazione;
– revoca dell’incarico o cessazione della collaborazione nei casi consentiti dalla disciplina
applicabile;
– avvio delle procedure statutarie per ulteriori provvedimenti nei confronti del socio o tesserato;
– segnalazione agli organi FIBS competenti.
Le misure cautelari sono finalizzate alla tutela e non costituiscono anticipazione di responsabilità.
L’applicazione delle misure definitive avviene nel rispetto delle competenze degli organi associativi,
del principio di proporzionalità e, ove applicabile, del diritto dell’interessato a essere sentito
secondo le regole statutarie e regolamentari.
13. INFORMAZIONE, FORMAZIONE E PRESA
VISIONE
Il presente Codice è portato a conoscenza di tesserati, tecnici, dirigenti, lavoratori sportivi,
collaboratori e volontari e, per i minori, dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale.
L’Associazione promuove la formazione e l’aggiornamento periodico in materia di safeguarding, con
particolare attenzione ai soggetti che operano direttamente con i minori.
Tecnici, dirigenti, accompagnatori, lavoratori sportivi, collaboratori e volontari ai quali l’Associazione
affida compiti che comportano rapporti con gli atleti sono tenuti a prendere visione del MOGC e del
presente Codice e a impegnarsi a rispettarli.
La presa visione e la partecipazione alle attività formative possono essere documentate
dall’Associazione mediante appositi registri o dichiarazioni.
14. PUBBLICAZIONE, AGGIORNAMENTO ED
ENTRATA IN VIGORE
Il presente Codice è pubblicato sul sito internet dell’Associazione, affisso presso la sede sociale e/o
negli impianti utilizzati e reso accessibile ai tesserati e alle famiglie secondo le modalità previste
dalla disciplina FIBS.
Il Codice è coordinato con il MOGC Safeguarding e viene riesaminato almeno con cadenza
quadriennale e comunque anticipatamente quando intervengano modifiche normative o federali,
raccomandazioni del Responsabile federale, cambiamenti organizzativi significativi o criticità che
rendano necessario un aggiornamento.
Il presente Codice entra in vigore dalla data indicata nella deliberazione di adozione del Consiglio
Direttivo.
Per quanto non espressamente previsto si applicano la normativa vigente, le disposizioni CONI, la
Safeguarding Policy e le Linee Guida FIBS, lo Statuto, i regolamenti dell’Associazione e il MOGC
Safeguarding.
CONTROLLO VERSIONI
Versione 1.0 – 18/09/2026 – Prima predisposizione del Codice di Condotta.
Base Ball Club Giovani Grosseto a.s.d. · Via dei Barberi 108, Grosseto · Canale riservato Safeguarding: safeguarding@bbcgrosseto.com